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Guida Completa: Dalla Stampa alla Colorazione

13 Gen 2026

Tutti i passaggi essenziali, le tecniche avanzate e i consigli pratici per ottenere risultati professionali con il tuo modello 3D — dalla preparazione del file fino alla verniciatura finale.

⚖️ PLA vs Resina: Quale scegliere?

Prima ancora di mettere mano al slicer, devi scegliere il materiale giusto. La scelta incide profondamente sul dettaglio, la resistenza, il costo e la difficoltà di lavorazione del pezzo finale.

Categoria 🟢 PLA (FDM) 🔵 Resina (MSLA/SLA)
Dettaglio Visibili le linee di layer (0.1–0.3 mm). Adatto a pezzi grandi. Risoluzione eccezionale (0.02–0.05 mm). Cattura ogni microtexture.
Costo setup Stampante da ~200€. Filamento ~20€/kg. Stampante da ~200€ + UV curing station + consumabili IPA.
Sicurezza Non tossico. Nessun DPI richiesto per uso normale. Fumi nocivi. Richiede guanti in nitrile e mascherina FFP2. Ventilare.
Post-lavorazione Stampi, rimuovi, stucchi se vuoi. Processo semplice. Lavaggio IPA, rimozione supporti, curing UV. Procedura rigorosa.
Resistenza Robusto e leggero. Non si rompe facilmente. Fragile se non curato correttamente. Prone to snap on thin parts.
Colorazione Richiede stucco e levigatura per superfici lisce prima del primer. Superficie già liscia. Primer diretto, risultati più puliti.
Ideale per Figurine grandi, terrain, scenografia, props, uso quotidiano. Miniature da gioco, bust, figurine da collezione, design fine.
Confronto PLA vs Resina

Sinistra: pezzo FDM/PLA con layer lines visibili. Destra: stessa geometria in resina MSLA con dettaglio microscopic.

💡 Consiglio: I modelli di questo store sono ottimizzati per la stampa in resina MSLA. Tuttavia, con la giusta preparazione (stucco epossidico + carta abrasiva 400–800 grit) si ottengono ottimi risultati anche in PLA per pezzi di dimensioni superiori ai 50mm.

🖨️ PARTE 1: La Stampa 3D

Dal file digitale al pezzo fisico. Ogni decisione presa in questa fase influenza l'aspetto finale del modello. Prenditi il tempo necessario: la fretta è la causa numero uno dei fallimenti di stampa.

1 Download e Importazione nel Slicer

Dopo l'acquisto riceverai un link per scaricare i file in formato .STL o .OBJ. Entrambi i formati sono ampiamente supportati da tutti i principali software di slicing.

Software consigliati per resina:

  • Lychee Slicer — interfaccia moderna, ottimo per i principianti, supporto automatico intelligente.
  • Chitubox Pro — molto diffuso, buona compatibilità con le stampanti Chitu.
  • UVtools — strumento avanzato per analisi e riparazione dei file di stampa.

Software consigliati per FDM/PLA:

  • PrusaSlicer — open source, eccellente per tutti i livelli di esperienza.
  • Bambu Studio — se usi stampanti Bambu Lab.
  • Cura — il più diffuso in assoluto, grande community.
💡 Prima apertura: Dopo aver importato il file, ruota la vista e controlla che la geometria sia integra e che non ci siano "buchi" nella mesh. Se noti problemi, usa Meshmixer o il tool di riparazione integrato nel slicer.
Importazione modello nel slicer

Vista del modello importato nel slicer, pronto per essere orientato e affettato.

2 Orientamento e Posizionamento

L'orientamento è la decisione più critica di tutto il processo. Un angolo sbagliato può causare fallimenti di stampa, deformazioni o segni di layer nelle zone in vista.

Regole d'oro per la resina:

  • Inclina il modello tra 30° e 45° rispetto al piano. Evita stampe perfettamente verticali o orizzontali.
  • Le zone con grande superficie piatta (es. spalle, scudi) devono essere spezzate dalla perpendicolare: riducono le forze di distacco (suction forces) che causano deformazioni.
  • Posiziona le parti più delicate (dita, lance, code) in modo che i supporti non le tocchino in punti critici.
  • Usa la funzione "Hollow" (Svuotamento) per pezzi con volume > 5 cm³. Spessore delle pareti consigliato: 2–3 mm. Aggiorna sempre almeno 2 fori di sfiato da 2–3 mm nella parte bassa per far defluire la resina liquida interna.

Per FDM/PLA: orienta le superfici più visibili in alto (stampate nell'aria sono più lisce). Evita overhang superiori a 45° senza supporti.

⚠️ Attenzione ai fori di sfiato! Se stampi cavo senza fori, la resina intrappolata all'interno può creare pressione durante il curing, causando fratture visibili anche a distanza di settimane.
Orientamento con supporti

Modello inclinato a 45° con supporti ad albero ben distribuiti. I punti di contatto sono stati ridotti al minimo nelle zone esposte.

3 Generazione dei Supporti

I supporti sono strutture temporanee che sostengono le parti del modello che "volano" nell'aria durante la stampa. Poiché i modelli di questo store sono forniti senza supporti pre-inseriti, dovrai generarli tu nel slicer in base alla tua orientazione scelta.

Tipologie di supporti (resina):

  • Supporti ad albero (Tree supports) — toccano il modello con punte sottili, lasciando segni minimi. Ideali per miniature.
  • Supporti a colonna — più robusti, per pezzi pesanti o grandi superfici piatte.
  • Supporti leggeri / zanzare — versione ultra-sottile per superfici esposte. Richiedono esperienza per essere posizionati correttamente.

Parametri consigliati per miniature in resina:

  • Diametro punto di contatto: 0.3–0.4 mm
  • Diametro colonna: 1.0–1.5 mm
  • Distanza dal modello: 0.05–0.1 mm (più facili da rimuovere)
  • Densità: mediamente 1 supporto ogni 3–5 mm di overhang

Dove aggiungere supporti manualmente:

  • Sotto ogni ciuffo di capelli, mantello o ala
  • Sotto le braccia e le dita estese
  • Sotto ogni gioiello, catena o dettaglio sospeso
  • Sotto le isole (parti "staccate" dal corpo principale)
💡 Pro tip: Usa il generatore automatico come base, poi rimuovi i supporti nelle zone che verranno in primo piano (viso, petto) e aggiungili manualmente nelle zone nasconde (schiena, base). Questo riduce drasticamente le imperfezioni visibili.

⚙️ PARTE 2: Parametri e Avvio Stampa

Un'impostazione errata dei tempi di esposizione è la causa principale di stampe fallite. Segui questi step prima di ogni nuova resina o stampante.

4 Calibrazione dell'Esposizione

Ogni combinazione stampante + resina richiede tempi di esposizione specifici. Usare i valori predefiniti senza calibrare porta a stampe sovra-esposte (perdi dettagli) o sotto-esposte (layer si staccano).

Test di calibrazione consigliati:

  • Cones of Calibration (CoC) — stampa una serie di coni con esposizioni scalate. Il miglior cono ti dà il tempo corretto.
  • AmeraLabs Town — piccolo test complesso che verifica hole resolution, bridging, dettagli fini.
  • Exposure Finder — matrice 2D rapida per trovare il punto dolce tra normale e first layer.

Parametri da configurare:

  • Tempo esposizione layer normale: tipicamente 2–4 sec (resine standard AMS)
  • Tempo esposizione first layers: 30–60 secondi (assicura l'adesione al piatto)
  • Numero di bottom layers: 4–8 layer
  • Lift speed: 40–60 mm/min per ridurre le forze di distacco
  • Layer height: 0.05 mm per massimo dettaglio, 0.07–0.1 mm per tempi ridotti
💡 Database community: Consulta resindb.com o i gruppi Facebook della tua stampante — troverai impostazioni condivise da migliaia di utenti per ogni combinazione stampante/resina.
Stampante resina MSLA in azione

Stampante MSLA con luce UV attiva durante il processo di stampa strato per strato.

5 Livellamento del Piatto e Avvio

Prima di ogni sessione di stampa, verifica che il piatto (build plate) sia perfettamente livellato rispetto allo schermo FEP. Un piatto non livellato è la causa più frequente di fallimenti al primo strato.

Procedura di livellamento (metodo paper):

  • Allenta le viti del piatto e posizionalo manualmente sullo schermo FEP con un foglio di carta da 80gsm in mezzo.
  • Abbassa il piatto fino a sentire attrito sul foglio. Blocca le viti in croce (non tutte da un lato) per una pressione uniforme.
  • Esegui un "Home" dal menu della stampante per salvare la posizione Z=0.
  • Rimuovi la carta e verifica che non ci siano bolle d'aria o zone di minor pressione.

Lista pre-stampa:

  • ✅ Piatto livellato
  • ✅ FEP film integro (no graffi o opacità eccessiva)
  • ✅ Vasca resina piena ma non oltre il livello max
  • ✅ Il file è stato salvato sulla scheda SD/USB della stampante (non solo sul PC)
  • ✅ Finestra UV chiusa durante la stampa
⚠️ FEP film: Se noti la resina stampata che si attacca al fondo della vasca invece che al piatto, il FEP potrebbe essere opacizzato dall'uso (dopo ~20–30 stampe). Sostituiscilo: costa ~5€ e risolve il 90% dei fallimenti cronici.
💡 Per FDM/PLA: Il livellamento del piatto vale anche per la FDM. Usa il metodo "baby stepping" (correzione Z in tempo reale) durante il primo layer per regolare l'altezza al volo. I risultati migliorano notevolmente.

🧪 PARTE 3: Post-Produzione Resina

La fase post-stampa è quella più critica per la sicurezza e per la qualità del pezzo finale. Non saltare nessun passaggio.

6 Rimozione dal Piatto e Sicurezza

Appena terminata la stampa, il pezzo è ancora in stato di "green state": parzialmente polimerizzato, fragile e con resina liquida in superficie. Indossa sempre guanti in nitrile e occhiali protettivi.

  • Usa una spatola di plastica (non metallica per non rigare il piatto) per sfilare la stampa con movimenti laterali delicati.
  • Se la stampa si distacca facilmente, ottimo. Se è dura, metti il piatto nel congelatore per 10 minuti: la differenza di dilatazione termica aiuta a staccarla.
  • Conserva la resina avanzata nella vasca coperta (lontano dalla luce), o travasala nel contenitore originale filtrandola con un colino da vernice (eviti residui solidificati).
⚠️ Smaltimento resina: La resina liquida NON va buttata nel lavandino. Versala in un contenitore trasparente ed esponila al sole finché non solidifica completamente, poi smaltiscila nei rifiuti solidi speciali.
Lavaggio e curing del modello

Il modello viene lavato in IPA e poi curato nella stazione UV per completare la polimerizzazione.

7 Lavaggio (Washing)

Il lavaggio rimuove la resina liquida non polimerizzata dalla superficie del pezzo. Un lavaggio insufficiente lascia residui appiccicosi; un lavaggio eccessivo indebolisce la struttura.

Con Wash & Cure Station (metodo consigliato):

  • Riempi il contenitore con IPA 99% (o il detergente specifico della marca della tua resina).
  • Prima fase: 3–4 minuti agitando dolcemente. Poi sostituisci con IPA pulita per una seconda passata da 1–2 minuti.
  • Dopo il lavaggio, asciuga con aria compressa o un pennello morbido e lascia all'aria per 5–10 minuti prima del curing.

Senza Wash & Cure Station:

  • Usa due contenitori con coperchio (es. Tupperware): uno per il lavaggio iniziale "sporco" e uno per il risciacquo finale.
  • Agita il contenitore a mano per 3–4 minuti. Attenzione non agitare troppo forte per non rompere parti sottili.
💡 IPA vs acqua: Alcune resine "Water-washable" si lavano con acqua. Sono comode ma spesso meno resistenti meccanicamente. Per miniature da collezione, preferisci resine standard + IPA.
💡 Rimozione supporti a caldo: Prima del curing UV finale, immergi il pezzo in acqua calda (~60°C) per 1–2 minuti, oppure usaci un phon. La resina in stato "green" diventa leggermente flessibile → i supporti si staccano con nettezza, senza segnare la superficie.

8 Polimerizzazione UV (Curing) e Rifinitura Superficiale

Il curing UV completa la catalizzazione della resina, rendendola dura, stabile e non più reattiva. Un pezzo non curato correttamente rimane fragile e può essere irritante al tocco.

Tempi consigliati (UV station 405nm):

  • Resine standard: 2–3 minuti per lato, girando il pezzo a metà
  • Resine ABS-like o tough: 3–5 minuti per lato
  • Resine flexy: 1–2 minuti per lato (over-curing le rende rigide)

Test di corretto curing: il pezzo non deve lasciare macchie sulle dita guantate, la superficie deve essere dura e non cedere alla pressione dell'unghia. Se è ancora appiccicoso, aumenta il tempo o posizionalo al sole diretto per 10–15 minuti.

Rifinitura post-curing (optional ma consigliata):

  • Carta abrasiva 400–600 grit: leviga i punti dove erano attaccati i supporti. Bagna la carta per un risultato più omogeneo (wet sanding).
  • Stucco vinilico o epossidico: colma eventuali imperfezioni profonde prima del primer. Lascia asciugare 24h e rileviga.
  • Dremel / micro drill: rimuove i resti di supporti nelle zone difficili da raggiungere. Usa punte da 0.5–1mm a bassa velocità.

🎨 PARTE 4: La Colorazione (Painting)

La colorazione trasforma un pezzo grezzo in un'opera d'arte. Richiede pazienza, occhio per i contrasti e una certa dose di pratica — ma i risultati ripagano ogni ora investita.

1 Primer: La Base di Tutto

Il primer ha due funzioni fondamentali: fa aderire i colori alla superficie plastica (senza si sbuccerebbero al minimo tocco) e rivela anche le minime imperfezioni che altrimenti passerebbero inosservate.

Tipologie di primer:

  • Primer spray grigio medio — il punto di partenza universale. Mostra luci e ombre naturalmente.
  • Primer nero — ottimo per soggetti scuri, armature, metalli. Le luci successivi risaltano dramaticamente.
  • Zenithal Prime (bianco + nero) — tecnica avanzata: primer nero da sotto, poi bianco spray dall'alto. Simula l'illuminazione naturale e riduce a metà il lavoro di shading.

Applicazione: Spruzza in ambienti ventilati, a 25–30 cm di distanza, con movimento fluido a pendolo. Non soffermarti mai sullo stesso punto. Applica 2 passate sottili invece di una sola spessa.

💡 Primer consigliati: Vallejo Surface Primer (aerografo), Army Painter Colour Primer (spray), Citadel Chaos Black (spray). Per resina: qualsiasi primer acrilico funziona, la superficie è già ottimale.
Applicazione del primer

Applicazione dello zenithal prime: primer nero di base e primer bianco dall'alto per simulare l'illuminazione.

2 Base Coat: I Colori Principali

Il "base coat" è il primo strato di colore vero e proprio. L'obiettivo è coprire uniformemente tutte le zone con il loro colore di base, senza preoccuparsi ancora di sfumature o dettagli.

Con aerografo (risultato migliore):

  • Diluisci il colore con diluente specifico (o acqua distillata) fino a "consistenza del latte scremato": deve scorrere dall'ago senza gocciolare.
  • Pressione ideale: 15–20 PSI per colori acrilici.
  • Tieni l'ago a 5–8 cm dalla superficie. Movimenti circolari costanti.
  • 2–3 passate sottili per zona, lasciando asciugare 5 minuti tra una e l'altra.

A pennello (risultato buono con la tecnica giusta):

  • Usa pennelli sintetici di buona qualità (Winsor & Newton, Da Vinci).
  • Carica pochissimo il pennello e applica con colpi veloci e brevi.
  • Non trascinare il colore quando sta asciugando: si formano i segni del pennello.
  • Se compaiono pennellate visibili, una terza passata sottile le copre.

Colori da model store consigliati:

  • Vallejo Model Color / Game Color — alta pigmentazione, eccellente copertura, specifici per miniature.
  • Citadel (Games Workshop) — vasta gamma, ottima community per tutorial.
  • Scale75 — colori metallici incomparabili.
  • Contrast/Speedpaint — colori "in one step" che fanno base + ombra + highlight in una sola passata. Ideali per chi inizia.
💡 Palette WET: Usa una "wet palette" (palette umida) per tenere i colori freschi durante il lavoro. Basta un contenitore con carta forno sopra uno strato di spugna bagnata. I colori rimangono lavorabili per giorni.

3 Wash / Shading: Le Ombre

Il "wash" è un colore molto diluito e scuro che viene steso liberale sull'intera superficie. Per capillarità, si deposita nelle rientranze e nelle giunture, creando ombreggiatura naturale senza dover dipingere zona per zona.

  • Wash nero/marrone scuro — universale per carne, legno, pietra, pelle.
  • Nuln Oil (Citadel) — il più usato al mondo. Ombreggia grigi, metalli, texture rocciose.
  • Agrax Earthshade — warm brown, ottimo per pellicce, cuoio, legno.
  • Carroburg Crimson / Druchii Violet — per carne fantasy, demoni, tessuti colorati.

Dopo aver applicato il wash, lascia asciugare completamente (30–45 min) prima di procedere all'highlighting. Se noti aloni dove il wash si è accumulato in zone piatte, rimuovilo subito con un pennello asciutto pulito o un cotton fioc leggermente umido.

💡 Wash DIY: Puoi creare il tuo wash diluendo qualsiasi colore acrilico con acqua (1:8/1:10) + una goccia di acrilico flow improver. Aggiunge controllo sulla saturazione e sul colore.
Pittura a pennello dettagli

Il momento più preciso: dipingere dettagli fini con pennelli da 0 o 00, stabilizzando la mano con il mignolo.

4 Highlighting: Le Luci (Dry Brush e Edge Highlight)

Dopo le ombre, è il momento di portare la luce sulle zone sporgenti del modello. Due tecniche principali, con risultati molto diversi:

Dry Brush (Pennello a secco):

  • Carica un pennello piatto con colore più chiaro della base (1–2 toni).
  • Pulisci quasi tutto il colore su carta o tessuto: il pennello deve essere "quasi asciutto".
  • Strofina velocemente il pennello sulle superfici in rilievo seguendo la texture.
  • Il colore deposita solo sugli spigoli → effetto 3D immediato.
  • Ideale per: pellicce, squame, armature arrugginite, rocce, terreni.
💡 Multiplo dry brush: Fai 2–3 passate di dry brush con colori progressivamente più chiari per una transizione graduale e naturalissima.

Edge Highlight (Pennello fine):

  • Con un pennello sottilissimo (0000) e colore molto chiaro (o addirittura bianco puro), traccia una linea sottilissima lungo ogni spigolo dell'armatura, mantello, elmo.
  • Tiene il pennello quasi perpendicolare alla superficie e trascinalo lentamente lungo il bordo.
  • Tecnica difficile, ma dà risultati "NMM" (Non Metallic Metal) spettacolari.
  • Ideale per: armature, lame, elmi, bordi di mantelli, oggetti geometrici.
💡 OSL – Object Source Lighting: Avanzato ma straordinario. Simula l'illuminazione di una fonte di luce (torcia verde, magia blu, occhi infuocati) dipingendo aloni del colore della luce sulle zone vicine. Il modello sembra letteralmente illuminato.

PARTE 5: Finitura e Risultato Finale

Gli ultimi tocchi che trasformano un modello ben dipinto in un pezzo da esposizione.

1 Dettagli Finali: Occhi, Metalli e Decals

I dettagli piccoli fanno la differenza tra un modello "carino" e uno "mozzafiato". Dedica del tempo a questi ultimi tocchi dopo aver completato tutti gli strati principali.

Occhi: Usa un pennello 000. Prima campisce di bianco, poi aggiungi l'iride colorata, poi la pupilla nera. Lucido protettivo gloss solo sugli occhi crea l'effetto "vivido".

Metalli: Per metalli convincenti senza aerografo usa la tecnica NMM (Non Metallic Metal): basi grigio scuro, wash nero, highlight scalati fino al bianco puro sugli spigoli. In alternativa, i colori metallici Scale75 o Vallejo Metal Color danno un effetto "reale" immediato.

Gemme/Cristalli: Base scura → sfumatura diagonale più chiara → piccolo punto bianco nell'angolo opposto. Proteggi con gloss varnish solo le gemme.

💡 Decals: Se il modello include simboli su scudi o stendardi, stampa e ritaglia decal su carta decal (reperibile online). Applica con liquido ammorbidente (Microsol/Microset) e premi con cotone umido per far seguire perfettamente la curva della superficie.
Risultato finale modello dipinto

Risultato finale: miniature dipinta con tecnica NMM su armatura, dry brush sulla base e vernice matte protettiva.

2 Varnish (Vernice Protettiva)

La vernice protettiva è l'ultimo passaggio obbligatorio. Protegge tutto il lavoro artistico da urti, sfregamenti e UV, e unifica la finitura superficiale del modello.

Tipologie:

  • Matte Varnish (opaco) — il più usato per miniature. Elimina tutti i riflessi indesiderati lasciati dai colori lucidi. Il modello appare "cinematico" e naturale.
  • Satin Varnish (satinato) — via di mezzo. Ottimo per pelli, tessuti, legno.
  • Gloss Varnish (lucido) — usalo solo su specifici dettagli: occhi, gemme, superfici bagnate, lame in metallo. Dà un'impressione di materiale riflettente.

Tecnica combinata professionale:

  • Passa il Gloss Varnish su TUTTO il modello prima del wash: il wash scivola meglio e si raccoglie più naturalemente nelle rientranze.
  • Dopo il wash e l'highlighting, proteggi con Matte Varnish su tutto.
  • Infine, aggiungi Gloss Varnish selettivamente su occhi, gemme e superfici lucide.

Prodotti consigliati:

  • Vallejo Matte/Gloss Varnish — per aerografo, controllo totale.
  • Testors Dullcote — lo spray matte più apprezzato nella community. Risultato "chalk matte" impeccabile.
  • Army Painter Anti-Shine — economico e affidabile.
  • Citadel Munitorum Varnish — ottimo ma sensibile all'umidità (non usare con umidità > 70%).
⚠️ Effetto "frosting": se il varnish spray diventa biancastro opaco (frosting), è causato dall'umidità eccessiva o da distanza troppo ravvicinata. Rimedio: passa una mano di Gloss Varnish che "sciogli il ghiaccio", poi riapplica il matte in condizioni migliori.

3 Base Scenografica (Optional)

Una base scenografica ben realizzata valorizza enormemente il modello, contestualizzandolo in un ambiente narrato. Anche una base semplice fa la differenza.

  • Texture base: applica una miscela di sabbia fine + PVA diluito (1:1) sulla base, lascia asciugare 24h.
  • Sassi e detriti: aggiungi piccoli frantumi di spugna, sabbia grossa, frammenti di kit in plastica per simulare rocce e macerie.
  • Erba e vegetazione: usa static grass (si applica con un "static applicator" o strofinando il sacchetto carico di elettricità statica). I ciuffi si possono fissare con PVA.
  • Snow effect: mix di bicarbonato + PVA + qualche goccia d'acqua. Applica con un vecchio pennello in zone strategiche.
  • Water effect: resina bi-componente trasp (Two Little Fishies EnvironDesign) o gel da neve trasparente (per pozze d'acqua poco profonda).
💡 Consistenza stilistica: Usa gli stessi colori e materiali della base su tutte le miniature di uno stesso esercito/collezione: crea coesione visiva immediata nel diorama.